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panna cotta all’ortica

Questa ricetta è un ossimoro.
Sì, perché la panna, e a maggior ragione quella cotta, è morbida e tenera tanto quanto l’ortica è urticosa e traditrice, infingarda e vendicativa. A guardare da un’altra visuale poi, la panna fa ingrassare, l’ortica “dimagrire”, una è culturale e sofisticata, l’altra naturale e spontaneista, una bianca l’altra verde, una animale l’altra vegetale, una liscia e l’altra pelosa… e forse è meglio fermarsi qui.

Sì, perché in realtà l’idea di questa panna cotta giocata sui contrasti la dobbiamo a un certo gatto troppo curioso, Truffaut, che sdegnata la ciotola del latte si è lanciato a muso-fitto in un fresco buquet di ortiche appena arrivato dal mercato…

 come è andata a finire è facile da immaginare…

zuppa di birra

Fidatevi! Nonostante le apparenze è proprio una zuppa di birra.
Una zuppa di birra di quelle dal gusto fortemente nordico, austriaco, altoatesino e in fine trentino perché è proprio da un libro di cucina di questa complicata regione che la ricetta, con qualche variazione, viene (Alessandro Molinari Pradelli, La cucina del Trentino-Alto Adige).
“Zuppa di birra dal gusto nordico” nel senso che prevale la presenza del latte, del burro e della panna e tutto si gioca sul delicato equilibrio fra il dolce di questi alimenti (più lo zucchero, ma giusto un cucchiaio…) e l’amaro della birra. Ci si aggiunga pure la cannella e la scorza di limone e si avrà una marca indelebile di montagne, di mucche, di laghi, di freddo e di calduccio della stube, di tetti aguzzi e di cielo terso e pure di birra… Maite che qui ci è cresciuta si ricorda ancora della gita delle elementari agli stabilimenti Forst…

biancomangiare

Bianco, morbido e profumato di mandorla..
la ricetta è siciliana e antica, arrivata dalla Francia nel XII secolo sembra dotata di virtù dolcissime se è vero che Matilde di Canossa la mise nel delicato menù per la riconcilzione tra un papa e un imperatore ( wiki ).
Per prepararlo serve un po’ di tempo e un po’ di pazienza, come si addice ai cibi nobili con ambizioni diplomatiche, ma il risultato non ha nulla di pretenzioso, anzi… fresco e delicatissimo, ha un sentore di tradizione, sa un po’ di nonna, un po’ di Sicilia antica…

panna cotta alla salvia-ananas

Nel giardino del fotografo abbiamo piantato di tutto e di tutto in effetti è cresciuto, con maggiore o minore fortuna… tra le piantine più esuberanti sicuramente è venuta su questa buffa salvia che sa di ananas, e che salvia-ananas si chiama.
È carina, è rigogliosa ma capire cosa farne non è stato molto semplice, alla fine sfogliando il libro di Laura Zavan dedicato alle panne cotte (http://www.marabout.com/livre/ouvrage-4046462-Panna-Cotta-Laura-Zavan.html) è saltata fuori una panna cotta alle foglie di verbena, di quelle in giardino non c’erano ma di foglie di salvia ananas invece molte.
Così la ricetta l’abbiamo un po’ adattata e volendo le variazioni sul tema possono essere quasi infinite…

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