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pasta fresca

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tagliatelle di fondo e di gambo

Vabbè, sorvoliamo sul tempo, sorvoliamo sul lunedì, sorvoliamo sul calendario concreto e concentriamoci sull’idea che la primavera sia alle porte. Dunque in attesa di lasciare lo spazio ad asparagi, zucchine, piselli, fragole persino, consoliamoci con i carciofi che a loro volta son subentrati felicemente alla broccolaglia di cui, francamente, non se ne poteva più.
Ed a proposito di carciofi c’è da dire che se a Roma si concentrano su un taglio ragionato, tecnico e pure decisamente estetico che cerca di salvare resa e mangiabilità a Venezia invece vanno giù duro: tolgono tutto e arrivano al cuore, solo fondi e pure senza barbe! Partire d lì è una specie di lusso…

ravioli aringa e patate

In transumanza sui monti in attesa di scendere a valle nuovamente (per lavorare alacremente a certi tozzetti e a certe ciambelline per una certa presentazione… venerdì…. notizie prestissimo!) un intermezzo impasta la pasta, tira la pasta, farcisci la pasta ci stava benissimo. Anche perché questa faccenda della pasta fresca “arricchita” di cui avevamo fatto una prima prova qui andava reiterata, e reiterata con ripieno.
Risultato buono, morbido, elastico, anche se non ho capito ancora se la quantità di uova sia giustificata da una differenza così sostanziale. Toccherà riprovare. Ancora.

tagliolini con castagne, caprino e melograno

In attesa di attacarci tutti al tram sabato prossimo (!), ogni tanto ci ricordiamo pure di cucinare e allora dalla lista lungherrima di cose da fare-provare-sperimentare spuntiamo questa versione rafforzata di pasta all’uovo che è da una vita e un pezzettino in attesa. La ricetta è di Rinaldo Dalsasso, mitologico chef trentino che per molti anni ha gestito il ristorante Al Borgo proprio a Rovereto, dove oggi, ahimè, c’è una profumeria. La quantità di uova è da urlo, ma passato lo sconcerto iniziale la resa è straordinariamente elastica.

trofie al pesto mediterraneo di michela

Capita che un fotografo inviti a cena delle amiche. Capita che il fotografo si ritrovi, come spesso accade, con il frigo pieno di rotolini di pellicola e poco più. Capita allora che faccia di mancanza virtù.
!È indetto un concorso!
La ricetta più buona, più strana, più bella verrà fotografata!
Poi però la scelta è difficile. Chissà chi ha vinto davvero? La pasta di michela è buonissima e merita comunque una menzione d’onore:

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