Tag

pere

Browsing

semifreddo alla pera e zenzero candito

Nella cucina ancora sottosopra (tra lavori e traslochi vediamo come dobbiamo arrivare a Natale…) si studiano soluzioni massima resa per minimo ingombro (considerando pure che siamo senza lavastoviglie…). Questo semifreddo concorre per la categoria: si prepara in 4 minuti, non si sporcano 20 padelle, si conserva in frigo per ogni genere di emergenza e consola pure della luce che cala!

crumble di pere e marmellata di arance

Coraggio, che è di nuovo lunedì.

La stagione però è mezza e mezza, è iniziata quella terra di nessuno, fatta a tempo atmosferico, in cui fa caldo ma pure freddo, in cui c’è il sole e pure piove, le mimose sono esplose ma minaccia temporale. Vestirsi diventa un esercizio difficile e destinato a frustrazione, è tutto sempre troppo oppure troppo poco, per non dire della noiosa sensazione di mettere sempre gli stessi panni stufi del grigiore dell’inverno e troppo lontani dallo strato sottile di una primavera del cuore.
Anche in cucina va un po’ così, sbocciano le prime verdure nuove: finiscono i broccoletti e arrivano i carciofi, al mercato sabato si avvista persino il verde tenerino delle primissime fave, ma la verità è che tornando dal parco a sole già calato (ah sì, finalmente hanno riaperto Villa Pamphili chiusa per crolli da troppa neve…) un crumble caldino ci vuole tutto e pure un pezzettino.

pere in almibar

Non è che ci sia una ragione particolare per designare in spagnolo queste pere allo sciroppo, ma il fatto è che il fotografo, rientrato da poche ore, c’ha ancora la parlata ispanica sulle labbra e così finisce che nomina le fotografie in spagnolo. Del resto -almibar- ha un suono così dolce ed esotico che si finisce per preferirlo allo sciroppo di casa nostra che è troppo scivoloso e facilmente fa pensare alla medicina, magari proprio a quella per la gola che comincia ad essere acciaccata. Qui tra i monti la temperatura è scivolata in picchiata da 28 ° a 8° nel giro di una notte e oltre a correre a ripescare calzini a casaccio nel fondo degli scatoloni, si è riacceso insieme il mal di gola e il tormentone del mettere-via-per-l’inverno.
è matematico, imprescindibile, puntuale come la più puntuale delle leggi di natura: appena si affaccia l’autunno viene voglia di conservare, fare raccolta di barattoli, marmellate, conserve di pomodori e insomma di tutto il conservabile. Forse è un po’ un modo per tenere da parte (in barattolo!) qualche raggio d’estate per i prossimi mesi e noi, come piccole formichine, ci siamo messe ad ammassare, conservare tutto quello che ci passava tra le mani.

crumble di pere e cioccolato bianco a colazione con elena

Che fosse ora di rimettersi a cucinare era nell’aria. Soprattutto che finalmente ieri mattina, dopo tanto tempo, si è riusciti a combinare una colazione un po’ tardiva con un’amica decisamente speciale. Le chiacchiere arretrate erano ancora più delle ricette, mescolate ai suoi cantucci, al succo di mele della signora Fausta, a un caffè diventato troppo velocemente troppo freddo e a un piccolo crumble impastato (si fa per dire…) di corsa mentre lei faceva la strada (e per fortuna che ha faticato a trovare parcheggio…). All’origine tre piccole pere arrossite dentro al mestolone (qui lo chiamano, giurano, “cazzot”), poi farina, burro, zucchero e qualche scaglia di cioccolato bianco, in forno, cucchiaino e una tempesta di chiacchiere. Abbiamo finito la colazione per pranzo ma le parole non erano ancora finite…

zuppa fredda di pere e bieta rossa

 

Occorre dirlo subito: questa zuppa, oltre che fredda, è pure un tantino estrema, una di quelle cose che non è il caso di proporre a palati poco smerimentalisti e soprattutto poco inclini ai sapori misti, in cui il dolce si mischia indissolubile al salato, l’agro del limone al gusto fermo della panna.
Occorre dire anche che la ricetta, che ci aveva tanto affascinato su un numero estivo di una rivista spagnola di cucina, è stata rimandata più volte, anche perché reperire la bieta rossa non è esattamente semplice, ma insomma alla fine, grazie alla signora Fausta, l’abbiamo messa in cantiere, cioé in pentola.
Dobbiamo dire, a questo punto, che il fotografo non era esattamente convinto (in partenza) che la cosa potesse funzionare e che soprattutto deve aver trovato (in arrivo) che il gusto della pera prevaricasse il resto, come si evince facilmente dalla foto che ha tradotto il suo sentire.
Detto tutto questo rimane il fatto che la zuppa ha un suo sapore molto interessante, oltre che un suo perché, che certo gira tutto intorno alla pera ma la “sbuccia” in una maniera decisamente insolita, andando oltre al sapere del contadino.

Pin It