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che pizza!

La giornata è seria, uno di quei lunedì che è più lunedì di tutti i lunedì. (ri)Inizia l’asilo per Anna, (ri)inizia la settimana e in qualche misura ri(inizia) anche l’anno, ma senza i fuochi d’artificio e le bollicine, solo con il passo un po’ stordito dell’agenda ancora da cominciare. Passerà il torpore e sembrerà quasi primavera, tocca dunque essere indulgenti con questo lunedì e illuminarlo della pizza di Luca che i carboidrati, si sa, aiutano a carburare.

di Bonci, di Tricolore, di pizze e di gin-lemon

Qualche sera fa siamo ripassati da Tricolore. La cosa era, percosìdire, praticamente a caso: c’erano due chiacchiere da scambiare con Veronica che di questo posto un po’ speciale è l’anima, il piacere di passeggiare per Monti (sebbene uno dei nostri negozietti preferiti, Ninnaò, abbia chiuso proprio questa settimana) e quel tempo romano di ottobre che fa pensare che no, le calze, le sciarpe e il cappotto non serviranno in fondo mai.
Sulla porta rossa di Tricolore c’era Gabriele Bonci, in persona personalmente, che quella sera e quella precedente teneva il suo corso di pizze e impasti. Serve dirlo che siamo stati fortunati?

schiacciata con l’uva della signora Anna

Ci siamo! Finalmente la vendemmia è al via, dopo una settimana di false partenze con gli occhi un po’ al campo, un po’ alla luna, un po’ alla faccia imperscrutabile dell’enologo (che misura su e giù dalle sue scale gradazioni e giorni), ci siamo davvero. In vigna tutti quanti allora! sì più o meno… perché Marie è raffreddata e gira con fazzoletti gialli e litanie di sternuti, Maite, che detesta l’uva, da martedì dovrebbe iniziare una nuova scuola e giura che faranno l’appello e dovrà essere lì pronta ad alzare la mano, e il fotografo adduce strane motivazioni che hanno a che fare con l’età, visto che da poche ore è passato il suo compleanno… Ma la verità è che la vendemmia a casa di Marie è quasi una droga, dà assuefazione. Amici da tutte le parti vengono ogni anno per ritrovarsi tra i filari che sia tempo bello o pantano. La vendemmia è anche questo, un rito vero, un momento tutto speciale dell’anno che si misura nello snocciolarsi inanellato delle annate. I preprativi alimentari poi sono in corso da giorni, tra scorte, progetti e tradizioni, e la schiacciata all’uva è uno di quei classici il cui piacere rassicurante sta proprio nell’esserci, sempre, uguale anno dopo anno, senza avere smesso di dire tutto quello che ha da dire.

pissaladière

La pissaladière è un piatto tipico della cucina nizzarda e di tutta la costa limitrofa. Alcuni non usano salsa di pomodoro, solo cipolla, acciuche e anche olive nere, ma la nonna Charlotte, che pure Marie non ho mai conosciuto, la faceva così. E così la nonna Charlotte aveva insegnato all’altra nonna Juana (pure quella di Marie) a preparla… e di nonna in nonna la pissaladière è arrivata fin qui, così che noi possiamo dedicarla, con un po’ di ritardo e con le acciughe al posto delle candeline, a Luca (anzi a Lucà…) che ieri ha compiuto gli anni.

quiche tarassaco e trota salmonata

Il tarassaco ha sorpreso tutti. La signora Fausta che l’ha trovato nel campo di questa stagione e l’ha portato felice al mercato, noi che presi dall’entusiasmo ne abbiamo comprato mezzo chilo e poi a casa, pulendolo, ci siamo un po’ pentiti, e Truffaut (il gatto) che non riuscendo a capire cosa fosse si è messo ad annusarlo.
Pulito e lessato, il tarassaco è diventato una quiche con un gusto particolare e un fondo amarognolo inconfondibile che la trota salmonata (affumicata) ditraeva appena appena, tanto che il gatto non si è accorto di niente…

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