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gazpacho n°12 di barbabietole

I peperoni ci sono, come consiglia l’Ornella, ma stavolta hanno proprio indovinato l’Ilaria e Gaia: gazpacho!
E che sorpresa! Altro che robetta insipida per salutisti estremisti, ne è venuto fuori un intruglio da rivoluzione del gusto, nuova era del food!
Il gazpacho di barbabietola! ecco il modo per far mangiare “remolacha” perfino a Maite che, bisogna ammetterlo, si era già costretta ad un assaggio a denti stretti della verdura (rossura) incriminata.
Insomma questo gazpacho mi sembra robusto, consistente e ben equilibrato. Merito, questa volta, di Alberto Herraiz e del suo libro Gazpacho, ed. Akal, Madrid 2006.

Non illudetevi, neanche per un istante di riuscire a non macchiare di pink tutto ciò che risiede entro un raggio di diversi metri!

alimenti ritratti. le rape rosse

Sono in partenza, si torna tra i monti (vale a dire in Trentino), mentre Marie è per una volta ancora più a nord, isolata, irraggiungibile e disconnessa in un convento austriaco. Il fotografo resta al sud, vale a dire a Roma, dopo un week end di lavori spossanti (!) nel giardino. Giura che si consolerà, che se la caverà benone, infondo sono solo pochi giorni, poi migrerà giù-al-nord pure lui. Ma quello che non sa (o che ancora non ha ben realizzato) è che nel suo frigo, tornato vuoto, rimangono praticamente soltanto due mazzi di rape rosse. Sono passate davanti all’obiettivo per questa natura morta ma adesso che ne farà di commestibile?

lo sciroppo per la tosse (home made)

La prima volta che ne ho sentito parlare è stato al banco della signora Fausta. Impigliata nel mal di gola e con un filo di voce residua compravo le mie verdure tossicchiando a secco, mentre lei, con la certezza delle faccende evidenti, diceva: ramolaccio, ci vuole il ramolaccio.
Sul banco quel giorno di ramolaccio non ce n’era, in compenso le spiegazioni erano circostanziate ed esaustive. Ciò non ha impedito che rimanessero ugualmente stipate in un angolo riparato della mente per tutta quella stagione e, attraverso le rimanenti tre, arrivassero confuse e svaporate fino al nuovo autunno. Di nuovo il freddo, di nuovo la tosse, di nuovo la voce sotterrata e di nuovo il banco della Fausta. Di nuovo le spiegazioni, di nuovo le raccomandazioni ma questa volta ci sono pure le rape nere, il ramolaccio.
A casa non rimane che provarci scoprendo che la cosa, almeno su Internet, è risaputa. Eppure a me maneggiare quest’ortaggio, medievale come nessun altro, mi fa pensare al 1300, al 1400 (al quasi 1500 di Non ci resta che piangere) al Gotico internazionale del ciclo dei mesi . La tosse poi, lentamente, è passata forse perché lentamente passa, ma vuoi mettere una ricetta del tutto naturale arrivata diretta diretta dal medioevo?

purè di radici

Il purè è una di quelle cose che condensano la memoria, una specie di madelaine universale, che pesca nell’infanzia singolare di ognuno, accesa però da una ricetta che è sostanzialmente sempre, immancabilmente la stessa. è persino banale il purè: patate schiacciate, latte, burro e, in uno scampolo di esotismo, una grattata di noce moscata. Eppure c’è margine di manovra. Non solo perché tanto dipende dalle patate, dagli aromi, dalla generosità della mano che mesce il burro, ma anche perché, tenendo ferme le patate, nel purè ci si possono infilare anche altri cugini tuberosi.
Sedano rapa, topinambur e persino la rapa nera (con virtù insospettabili…) costituiscono del resto una strana famiglia a mezza via tra la radice e il tubero (radici tuberizzate? pare uno scherzo invece è vero). Stanno tutti sotto terra, sono tutti piuttosto bruttini (chi più chi meno) e tutti in qualche misura farinosi (la rapa nera assai meno in effetti). Il purè è da sballo, leggermente più aromatico, ma sempre tanto tanto rassicurante, come solo le cose ben radicate sanno essere.

vellutata di sedano rapa e patate

Tra alzatine, rape e cavoli era quasi una promessa, anticipata anche da un ricordo-commento di BarbaraT a cui non possiamo non dedicarla… Ecco quindi una zuppetta, anzi una vellutata di sedano rapa e di patate che riconcilia con l’autunno incombente e in cui “nuotano” a loro agio le chips di ieri. La consistenza cremosa, che ne fa quasi una vichyssoise, non pregiudica comunque una certa attenzione alle calorie,  che mette al riparo persino dal senso di colpa… insomma una coccola fatta e finita!

chips di sedano rapa

Si potrebbe pure dire che questa è una settimana di cavoli e rape, ed in effettiè vero che quando si ha un alimento tra le mani si finisce spesso per rivoltarlo da tutti i lati.
Dunque oggi con il sedanorapa (vedi dizionario) ci abbiamo fatto delle chips che sono piene di virtù, dietetiche in primo luogo… sono cotte in forno, assolutamente senza grassi (!) ma hanno un gusto divertente, appena dolce e una consistenza tra il croccante e il morbido. Sono facilissime da fare e si conservano in un barattolo ben chiuso per qualche giorno e accompagnano bene le prime zuppe… 

 

fusilli al cavolo rapa

A leggerlo così potrebbe sembrare pure uno scherzo, ma il cavolo rapa esiste davvero… eccolo qui!
Noi lo abbiamo incrociato per la prima volta sabato scorso: una zocca verde chiaro, sconosciuta e imbronciata che non poteva non attirare l’attenzione (almeno la nostra) sul banchetto della signora Fausta (vedi post di ieri).
Dopo aver chiesto lumi (come al solito…), lo abbiamo portato a casa e ci abbiamo fatto una pasta trattandolo un po’ come una verza, ma con più delicatezza perché il gusto è più dolce e meno marcato.

frittelle di sedano rapa

Il sedano rapa è ingiustamente misconosciuto.
Talmente mi-sconosciuto che Il fotografo, dopo aver dichiarato di non averne mai sentito parlare, è rimasto basito anche di fronte alla fotografia che ne provava l’esistenza… ed in effetti, a dire la verità, questa zocca nodosa che chiamano anche sedano di Verona ha qualcosa di extraterrestre.
Ma se si vince la diffidenza iniziale si scopre che è una verdura delicata e duttile, con una consistenza tutta particolare, un sapore un po’ dolce ma non privo di carattere. 
Con i primi della stagione, teneri teneri, abbiamo fatto frittelle, ritagliando con un tagliapasta una forma regolare nelle fette prima sbollentate…

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