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l’asinello di villa a sesta

Le strade che la rete tende sono strane, a volte molto, molto strane. Possono portarti lontano, o sorprendentemente vicino, a inerpicarti su sentieri battuti o lungo mulattiere in cui credi di essere solo, o quasi.
Così la rete ci ha permesso di incontrare amici che ora fatichiamo a non immaginare nelle nostre vite (un po’ come spesso fatichiamo a pensare di poter sopravvivere senza una connessione…), ma, caso ancor più strano, ci ha permesso di ritrovare amici “perduti”, disseminati qui e lì ad un cambio di indirizzo o, ancor più radicalmente, al cambio di un amore e di tutto quello che intorno gli ruota.
Insomma tutto questo per dire che la strada che ci ha portato all’Asinello è stata lunga, come lunga è questa premessa.

le recensioni dei calycanti. solociccia di dario cecchini

Ci siamo stati. E poi ci siamo tornati. Il menù da Solociccia è sempre quello, strutturato da cima a fondo attorno ad un tema solo, e il tema, è evidente, è la carne, la ciccia. Sì perché il Cecchini è un macellaio, anzi è il macellaio di Panzano in Chianti. La sua “bottega”, l’antica macelleria Cecchini, sta proprio di fronte al ristorante e lui si giostra giocoliere, saltimanco, attore consumato nel palcoscenico animato e conviviale che include la bottega, la casa (cioè il ristorante) e lo spazio che sta nel mezzo. Ma la sensazione è che sia un po’ tutto il paese a circondare il Cecchini e lui ad essere parte del paese e del Chianti, in generale. Del resto Solociccia è un’esperienza: si aspetta insieme agli altri il turno di servizio (ce ne sono due a sera) e insieme agli altri si mangia, passandosi vassoi e chiacchierando spesso in diverse lingue, ci si può portare il vino da casa e anche qui capita di scambiarsi le bottiglie. Poi la sequanza è fitta…

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