Tag

ricotta

Browsing

spaghetti (residuali) con pesto di sedano

Abbiamo ricominciato a cucinare (di mangiare in effetti non avevamo mai smesso) nella cucina nuova di Roma. Alle piastre a induzione, al loro sibili, alle loro regole, ci stiamo velocemente abituando. Anche il frigo borbotta in una lingua nuova ed è ancora tutto lindo e semi-vuoto, lontano anni luce dalle grandi battaglie delle giornete campali che hanno segnato la vita del suo precedessore.
Non tutto è a posto, ma insomma ci siamo quasi. Mancano le luci, mancano certi lavori del fabbro, manca soprattutto l’armadietto ricavato in una nicchia in cui stipare la dispensa e dunque, per conseguenza, viviamo un poco alla giornata, con il preciso intento di non fare progioneri! Nulla o quasi deve avanzare, lavoriamo di cesello e di centimetro. Due soli pacchi di pasta, di preferenza lunga; poche, pochissime scatole; un barattolo prezioso di cipolle di Montoro regalo di un’amica cara; un sacchetto di freselle per i momenti durissimi, anche questo regalo di un’amica sempre cara e previdente; il tè di cui ieri, sale, olio e poco altro, oltre naturalmente alla spesa fresca, quella che vive appunto giorno per giorno.
Questa pasta è la perfetta rappresentazione di questo vivere e di questo mangiare, ma non ha nulla di punitivo, anzi.
Lo abbiamo chiamato (impropriamente) pesto e abbiamo messo davanti il sedano, anzi avremmo dovuto dire le foglie di sedano perchè di questo si tratta, di ciò che spesso è solo scarto ed invece ha un sapore suo forte e fresco. Lo avevamo sentito dire a Identità Golose (ma chi si ricorda dove e quando?) e così quando ci siamo ritrovate in mano le foglie residue di un battuto di sedano utilizzato per la minestra di legumi di domenica ci è sembrato che proprio meritassero non solo di essere salvate, ma di essere protagoniste. Attori comprimari la ricotta di bufala, il pecorino, l’olio e un minuto spicchio di aglio.

il budino di ricotta della mamma del cow-boy

Si sa che le mamme sono inventive, specie quelle dei cow-boys. Così come ricetta alla ricotta dedicata a Gregorio abbiamo deciso di essere letterali e di scegliere proprio quella che gli prepara la sua mamma e che a casa sua, nel loro lessico perfettamente familiare, si chiama budino al cioccolato.
Trattasi di ricetta semplicissima, ma furba e ghiotta che si fa un minuto ma intenerisce e coccola anche il più duro giovane eroe del selvaggio WEst.

ritratti alimentari 19. gregorio e la ricotta

clicca sull’immagine per ingrandirla

Laggiù nell’Arizona, dove le pistole dettano legge, a mezzogiorno bruciano infuocate le strade polverose, le ombre si allungano rosse, i brutti e i cattivi scrutano il villaggio da scure finestre, disposti a venderti figurine fasulle per un pugno di dollari. Nei saloon più malfamati si ordina solo whisky o tequila, a volte gazzosa. Ma quando entra lui, Gregor the kid, le mani tremolano, gli assi cadono, i bicchieri gelano, suda il barista, tace il pianista e solo una voce rimbomba: il solito! Ricottina!!

spaghetti zucchine, basilico e ricotta salata

Incominciamo a crederci. Che il tempo possa virare al bello per una lunga intera giornata (anche su Roma), che persino la piantina di basilico del supermercato possa ambientarsi nel giardino del fotografo, che si possa lasciare a casa la giacchetta, che i pomodori sui banchi del mercato abbiano un rossore di sole. In tutto questo, se ancora le mani sono pallide, volevamo almeno che la pasta fosse di primavera, se non proprio d’estate, e così con quello che c’era in frigo (!) si è messa insieme una pasta veloce tra zucchine appena saltate, ricotta salata, cipollotto fresco e molto basilico. Tutto molto verde, sfondo e ceramica compresa.

pasta ricotta e peperone crusco

Questo piattino ha origine qua, ma anche qua. Dalla sicilia arriva non solo il tavolo (!appena giunto a roma per vie rocambolesche), ma anche il ricordo del papà di maite che per la pasta con la ricotta nutre vissuti da madelaine poustiana. La ricotta (quella della memoria siciliana!) era freschissima e di pecora, e soprattutto stagionale, vale a dire che un giorno preciso arrivava e un giorno preciso finiva, non sempre, non tutto l’anno e questo forse bastava a farne una festa. Ma il fotografo, lui invece, non ci si voleva proprio rassegnare a tutto quel bianco e quella sanissima fragranza di ricottina appena munta, così è stato aggiunto finocchietto selvatico (miracolosamente scovato al mercato di Trionfale in foglie e fiori) ma soprattutto il peperone crusco fritto, che dà colore e pure sostanza.

spaghetti frigitelli e ricotta salata

Ci sono matrimoni che nascono nel frigo. In questo caso una forma di ricotta salata siciliana transitata indenne da un minuzioso controllo bagaglio-a-mano ha incontrato friggitelli “napoletani” trasmigrati stranamente a nord fino al mercato del martedì della signora Fausta. Insomma il matrimonio si doveva proprio fare, era destino. Insieme ci abbiamo messo spaghetti e pepe nero, facile e felice.

ricottine alle fragole

Per la serie esperimenti con la ricotta-cotta, di cui avevamo minacciato un uso “improprio” e continuato, questa volta abbiamo infornato le ricottine mescolate alle fragole frullate, poco zucchero (velato), il tutto decorato con il sambuco che rischia anche lui di essere un leit-motif di queste settimane. Certo è un po’ la scoperta dell’acqua calda ma (come quella) ha un sacco di vantaggi: 1. è fresca e dietetica 2. è facilissima 3. fa giocare con le formine 4. ha un bel colore 5. ci si possono infilare i gambi dei fiorellini di sambuco come in un portaspilli 5. la può mangiare pure Ilaria che non tollera il glutine … vi pare poco?

charlotte di ricotta, fragole e ananas

La torretta qui sopra, in cima all’alzatina strepitosa di Licia Martelli, è un esperimento, anzi il primo esperimento di una serie che, con ogni probabilità, si declinerà in molti esercizi di stile. L’idea di partenza ci era venuta da Virginia che a sua volta si ispirava a un cuoco famoso giocando il trompe-l’oiel sofisticato a partire dalla semplicità apparente della ricotta. Strada facendo, lungo i binari della ferrovia, inseguendo anche il pensiero della ricotta infornata che in Sicilia ha crosta marrone ma cuore tenerissimo, si erano poi manifestate ipotesi di tutti i tipi, ma con un leit motiv costante: la ricotta e la sua consistenza. Infondo se Virginia l’aveva trattata come mollica di pane, perché non trasformarla anche in pan di spagna?

quenelles di ricotta e limone in brodo

 

In questi giorni il fotografo lavora alacremente, o almeno così dice, al pdf di febbraio per il quale abbiamo speso un sacco di energie, dato fondo alle risorse di immaginazione e soprattutto ripescato le mal sopite virtù bambinesche. 
Visto che l’ansia di vederlo on line si gestisce a fatica (e a fatica si mantiene segreto il tema) il fotografo è circondato di attenzioni e di carinerie, perché (e pure purché…) finisca presto, al più presto!
Per tenerlo su dunque gli abbiamo preparato pure il brodino, di quelli di una volta, con tutti i crismi, ma di pollo per non appesantirlo, e dentro, seguendo una ricetta dimenticata della nonna Pina, ci abbiamo messo delle quasi quenelles di ricotta profumate con la scorza di limone.
Se Parigi valeva una messa, questa coccola vale un pdf!

bastoncini di ricotta al pepe di sichuan

Questa ricetta avrebbe all’origine un’ascendenza trentina. L’abbiamo presa infatti dal solito libro di cucina trentina che a tratti saccheggiamo (A. Molinari Prandelli, La cucina del Trentino Alto Adige), ed anzi è proprio la prima ricetta di quel librino rosso, ragione di per sè più che sufficiente (oltre che necessaria) per volerla provare.  
Strada facendo però, inevitabilmente, l’abbiamo modificata. La versione originale prevedeva il cumino, tradizionale e persino classico nella cucina altoatesina assai più che in quella trentina, ma un po’ che c’è a chi proprio non piace (vero Sara?), un po’ che è difficile rinunciare a sperimentare almeno un pochino, un po’ che a casa tra i mille barattolini pieni di qualsiasi odore cumino questa volta proprio non ce n’era…  è sembrato naturale che al posto del cumino ci finisse il pepe rosso di Sichuan: e certo! il fotografo dice che dà dipendenza e sospetta che ne siamo assuefatte… A vostro rischio!

strudel di ortiche e ricotta della signora Fausta

Le ortiche non muoino mai. Questo pensiero comincia a farsi strada nel constatare che alla metà di ottobre (quasi) continuano a imperversare baldanzose e pungentissime sul banchetto della signora Fausta a una latitudine che si potrebbe definire piuttosto alpina… ma tant’è ancora si trovano e ancora pungono, nonostante il trattamento in acqua fredda consigliato dalla signora Fausta e nonostante un bel paio di guanti di lattice indossati per trattarle con la dovuta cautela…

Per fortuna che oltre a raccoglierle, portarle al mercato e consigliare come “toccarle” la signora Fausta prodiga ricette su come ammansirle e ci ha raccomandato questo strudel in cui la ricotta, dolce, bianca e tenerissima fa la parte della fata buona in una favola a lieto fine.
Lo strudel è buonissimo e particolare, rispetto alla ricetta originale abbiamo aggiunto i semi di girasole, che danno un po’ di consistenza alla pasta sfoglia e un tocco più rustico alla favola… 

terrina di tegoline (corallo)

Maite insiste a chiamarli tegoline anche se a Roma tutti assicurano che si chiamano corallo e che si fanno in umido. (vedi dizionario)
Avete mai raccontato una favola al telefono? Questa ricetta è una piccola favola raccontata da lontano e inventata per portare qualcosa ad una cena di inizio estate usando le tegoline (corallo!) che erano in frigo. (poi la cena non si è più fatta così il fotografo ha avuto tutto il tempo di fotografare).

Pin It