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Workshop 2020.1°parte

Per informazioni e iscrizioni calycanthus.info@gmail.com

5 Aprile, Roma
La luce nella fotografia di cibo e nello still life
h 10.00 – 18.00

Workshop di un’intera giornata nel nostro studio fotografico attrezzato con illuminazione professionale e una grande varietà di accessori, props, supporti, fondali specifici per la fotografia di cibo e lo still life. Computer e videoproiettore ci permetteranno di analizzare concretamente il lavoro di editing.

Read MoreCominceremo analizzando lo stato dell’arte della fotografia di cibo con un rapido sguardo alla sua evoluzione negli anni, e con una panoramica degli stili attuali più ricorrenti e fortunati.
Metteremo in pratica e sperimenteremo tutte le fasi del processo creativo:
analisi della ricetta o del soggetto > allestimento del set e uso degli accessori > illuminazione, lampade fotografiche vs luce naturale> scelta dell’attrezzatura fotografica, inquadratura e scatto > editing.
Impareremo come scegliere e costruire una propria attrezzatura minima essenziale, con costo contenuto e massima resa. Non è necessario spendere una fortuna per avere un mini-studio per la fotografia di cibo!
Comprenderemo l’importanza della luce nelle immagini: come usarla e addomesticarla per ottenere mood diversi e atmosfere realmente capaci di interpellare e coinvolgere chi le guarda.
Impareremo come inquadrare e comporre un’immagine perché abbia armonia e forza.
Inizieremo ad usare con sempre maggior facilità tutte le funzionalità tecniche della nostra fotocamera per scattare foto sempre migliori tecnicamente.
Nella seconda parte della giornata analizzeremo le immagini prodotte per evidenziare composizione, pregi, errori e per mettere in evidenza punti di forza e possibilità di miglioramento.
Avremo la possibilità di familiarizzare con il processo di post-produzione per ottenere sempre il massimo risultato e produrre immagini sempre personali e di grande impatto.
Nel prezzo del corso è compreso il pranzo (in giardino se non diluvia…)
Costo 170€ Read Less

2 e 3 Maggio, Castellina in Chianti
La luce naturale e il ritratto nella fotografia di cibo.
2/5 h 10.30 – 18.30
3/5 h 10.30 – 13.30

Due giornate in un podere storico fra le vigne del Chianti.

Un Workshops di fotografia e un pranzo di Primavera, per tornare a condividere il cibo seduti a tavola insieme. Un fine settimana nel cuore del Chianti, in una azienda vinicola familiare sulle colline di Castellina.

Il corso si svolgerà nel cuore del Chianti senese, in un’ambientazione non solo bellissima ma assolutamente autentica. Per questo oltre al corso di fotografia, visiteremo la cantina e degusteremo i vini dell’azienda San Donatino.

La domenica, per chi vorrà fermarsi a pranzo, organizzeremo un evento un po’ speciale in cui vogliamo che il cibo torni ad essere condivisione concreta.

Read More Durante il workshop analizzeremo e metteremo in pratica di tutte le fasi del processo creativo: analisi della ricetta o del soggetto > allestimento del set e uso degli accessori > luce naturale e problemi di illuminazione > scelta dell’attrezzatura fotografica, inquadratura e scatto > elementi editing.
Prenderemo spunto dalla ricchezza di ambientazione nella natura e della luce di primavera per mettere al centro dell’attenzione “il ritratto e il cibo”. Le mani e le persone interagiscono con il cibo nella preparazione della ricetta e dell’allestimento. Come raccontare una storia in una immagine.
Impareremo come scegliere e costruire una propria attrezzatura minima, con costo contenuto e massimo resa. Non è necessario spendere una fortuna per avere un mini-studio per la fotografia di cibo!
Comprenderemo l’importanza della luce nelle immagini e come usarla e addomesticarla per ottenere mood diversi e atmosfere coinvolgenti.
Impareremo come inquadrare e comporre una immagine perché abbia armonia e forza.
Inizieremo ad usare con facilità tutte le funzionalità tecniche della nostra fotocamera per scattare foto sempre migliori tecnicamente.
Sperimenteremo le possibilità della commistione fra tecniche di ritratto e fotografia di cibo per raccontare storie con la macchina fotografica.
Il pranzo di Sabato 2 e un aperitivo degustazione nella cantina di San Donatino sono compresi nel prezzo
Costo 230€ +il pranzo di Domenica 35€
I posti sono limitati. Read Less

Tutti i corsi sono rivolti a chi si occupa di cibo da diversi punti di vista e vuole presentare il proprio lavoro attraverso fotografie personali, coinvolgenti, di impatto e qualità professionali. Food blogger, food writer, instagramer, tutti coloro che lavorano nell’ambito del cibo e della ristorazione (e della loro comunicazione), fotografi che vogliano sperimentare un primo approccio alla fotografia del cibo, o semplicemente appassionati di fotografia e/o di cucina.
Prenderemo in considerazione tutte le fasi del processo creativo:
analisi dell’oggetto > allestimento del set e accessori > illuminazione > inquadratura e scatto > editing.
in modo che sia i principianti che i fotografi con tecnica avanzata possano trovare risposte ai propri dubbi e alle proprie richieste e sviluppare un proprio progetto personale.

Si può partecipare con qualsiasi tipo di attrezzatura. Una reflex è la migliore opzione, ma anche la fotocamera di uno smartphone ci può dare delle buone soddisfazioni. I corsi daranno anche indicazioni utili sull’editing, esplorando specifiche applicazioni per smartphone che possono risultare molto utili anche per i fotografi esperti.


Scuola mensile di fotografia di cibo
Dalla A di allestimento alla Z di edizione
4 lunedì dalle 18.30 alle 19.45

Corso progressivo in 4 incontri nel nostro studio fotografico attrezzato con illuminazione professionale e una grande varietà di accessori, props, supporti, fondali specifici per la fotografia di cibo. Computer e un videoproiettore per analizzare concretamente il lavoro di editing.

Il corso avrà un tema centrale differente in ogni incontro ed è pensato come una scuola di fotografia vera e propria.
Se sei interessato a questo corso scrivi per chiedere maggiori informazioni, i posti sono limitati.

Read More 1 1 Elementi base di fotografia di cibo. Particolarità, strumenti, elementi tecnici utili.
Fotografare con la reflex, fotografare con lo smartphone.
2 Elementi di composizione e di progettazione del set. “Natura morta” vs cibo vivo. Inquadratura e scelte tecniche
3 Illuminazione. Luce naturale vs illuminazione artificiale. Il controllo della luce.
4 L’editing
Il corso è aperto ad un numero molto ristretto di partecipanti per permettere uno stretto rapporto personale e di tutoraggio.
È pensato sia per chi vuole iniziare un percorso di accostamento alla fotografia di cibo, sia per chi vuole sviluppare un progetto personale ed ha bisogno di una consulenza personalizzata e completa. Read Less

Per informazioni e iscrizioni calycanthus.info@gmail.com


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la Sfogliatella di Alfonso Pepe e La Cucina di Napoli

La cosa magica del fare un libro è sempre la possbilità di incontrare le persone e le loro storie, in cucina e non solo. Nella grande avventura della nostra Cucina Napoletana uno degli incontri più belli è stato quello con il maestro Alfonso Pepe con cui abbiamo trascorso un’intera giornata, il tempo necessario per mettere in cantiere la sfogliatella riccia, strati e strati eterei e croccanti che racchiudono un sontuoso ripieno di ricotta e canditi.
Tutto questo lavoro e tutta questa magia non ci stavano dentro al libro, così il Fotografo ne ha fatto un video per raccontare quanta forza, quanto ingegno, quanto lavoro sia necessario per dar forma alla sfogliatella.Grazie infinite al maestro Pepe per fare le cose così bene e noi ne approfittiamo per ricordare che

il prossimo giovedi 4 Aprile saremo insieme a Lydia Capasso e Angela Frenda per presentare
La Cucina di Napoli nella Pizzeria Gourmand di Gino Sorbillo
via Ugo Foscolo 1 Milano

Vi aspettiamo!

La Cucina di Napoli

Silenziosi, anzi silenziosissimi siamo stati in questo inizio di anno che si è fatto lungo lungo. Ma la verità è che molte cose bollivano in pentola e ancora bollono, in diverse fasi di cottura e di sapore.

Oggi però dovevamo proprio riallacciare il filo perché siamo felicissimi di poter dire che finalmente, dopo tre anni di lavoro, esce la nostra Cucina di Napoli, progetto calycanto scritto, pensato e vissuto assieme a Lydia Capasso, sempre per Guido Tommasi Editore.

Dentro c’è un viaggio lungo lungo fatto di stagioni diverse e di sguardi diretti ed obliqui, perché Napoli è una città (e una cucina) difficile da capire e da afferrare fino in fondo. Quando credi di averne acchiappato il filo, scopri che ce ne sono molti altri tesi in direzioni intricate, sovrapposte o centrifughe, ma sempre bellissime.

Come per i fili di panni stesi che non siamo riusciti a fotografare così i fili di Napoli si muovono tra i clichè e la verità e tutto si tiene: la pizza a portafoglio, la poeticità dello scammaro e delle vongole fujute, i timballi e le sfogliatelle ricce, il danubio, la galantina, quel che viene da dentro e quello che veniva da fuori.

Suntuosa o povera, la cucina di Napoli non si accontenta, celebra il boccone che mastica avidamente e anche il suo immaginario, senza poter distinguere, come ricordava Erri De Luca, tra il ragù e la notizia del ragù, quel profumo lento e sicuro che avvolge la casa, il vicolo, la strada, che non solo annuncia il pranzo, la domenica, la festa ma che è già tutto questo.

Oderzo Food Fest 2018

Sono state settimane dense, di corse e rincorse, aerei, chilometri in macchina, pranzi in autogrill, baci al volo e incastri miracolosi. E ora che siamo tornati alla base tra Barcellona e Roma, riavvolgiamo il filo e riguardiamo indietro per fissare un poco ciò che è andato tanto veloce.

la fabbrica delle caramelle

Ieri è stato il primo giorno di scuola, per Anna e per noi, e siamo naturalmente riusciti a far tardi.
Diciamo che quest’anno ce l’abbiamo messa tutta: partiti con un giorno di ritardo e con una tempesta in corso, siamo arrivati a Barcellona notte tempo, un poco “mareati” per il ballo dell’aereo, con quasi nulla in frigorifero e quattro lavatrici in programma.

il masetto 2018

Dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno di quel securo il fulmine tenea dietro al baleno…
Da quando siamo tornati dalla Sicilia non ci siamo chetati un minuto, facciamo in sù e in giù come le biglie di un flipper, Roma Rovereto, Rovereto Roma, per fortuna non a cavallo (!) ma così a stretto giro che gira un poco la testa.

Cerzazza 2018

è arrivato settembre e come al solito ci ha colti di sorpresa. Quest’anno, però, abbiamo alle spalle la scusa di un agosto che non ha fatto il suo dovere, che ha pianto troppa pioggia, persino nell’assolata Sicilia dove l’acqua è miraggio, sempre annunciata e sempre sconfitta.

la festa del mercat de Sant Antoni

Quante ragioni esistono per fare festa? a Barcellona milioni, e lo diciamo spesso: ogni giorno ha il suo santo, la sua tradizione, la sua cercavilla, i tamburini, i Giganti, i Castellers e tutto il resto. Barcellona è la città con due patrone, una d’estate e l’altra d’inverno perché è troppo lungo aspettare un anno intero per ritrovarsi nella festa grande della città (anche se una delle due patrone se l’è legata al dito e fa sempre piovere quando festeggiano quell’altra).

that’s Pan’ino!

Qui ad inglese siamo messi così così. Per ragioni tanto lontane da averle oramai perse di vista ci sono capitate in sorte tutte o quasi le lingue neo-latine, anche un poco di latino (e persino di greco) a voler scavare fino in fondo. Dunque francese tanto, castillano pure, catalano in divenire e l’inglese un poco… chi più, chi meno, Marie di più, il Fotografo niente ed io…

Cucina Blog Award

Questo blog esiste da dieci anni,  è un bambino diventato quasi grande con cui abbiamo vissuto avventure di tutti i tipi, compreso il silenzio e persino la noia. Abbiamo mangiato un sacco, fotografato, scritto e disegnato, steso tovaglie bianche sui prati e apparecchiato libri, abbiamo cucinato a Berlino, organizzato feste Vintage, trasportato settanta delicate minne in taxi per Milano, appeso tazzine, conosciuto molti moltissimi amici, scattato con 42 gradi all’ombra e scritto in treno, in aereo e ad ogni ora possibile del giorno e della notte…

Gli azuki della signora Tokue

C’è in silenzio in cucina? Oppure a tendere bene l’orecchio quello spazio tra i fuochi, il lavello e il tavolo grande è un luogo chiacchierone, pieno di parole e di cose da dire e da dirsi? Siamo sicuri che, a parte le giornate convolse in cui molte mani pensano insieme al pranzo di Natale o alla torta di un compleanno speciale, non ci siano discorsi felpati anche quando siamo da soli con le mani in pasta?

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