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in barattolo

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aglio arrostito… ancora!

Repetita iuvant. Che poi in cucina, almeno nella nostra, non è tanto questione di essere didattici quanto di diventare proprio fissati: “scopri” qualcosa, fosse pure l’acqua calda, e non molli la presa. La scoperta rimane vispa in testa e si declina, si riscopre, si decanta e si ricanta come certi motivetti che non ricordi neppure più dove hai sentito.
Noi dell’aglio arrosto, lo dicevamo ieri, abbiamo sentito parlare a lungo prima di provare a cimentarci, ma ora che il vaso è aperto ci pare proprio di non poterne fare a meno, soprattutto che è facile, facile da morire…

zenzero candito nel suo sciroppo

Lo abbiamo usato in tante cose, da ultimo nel semifreddo di pere pubblicato qualche post più in là, ma la verità è che questo sciroppo-confettura-canditura è versatilissimo. Con il dolce, con il salato e pure da solo sciolto in una tazza di acqua calda con qualche goccia di limone: fa bene al cuore, fa bene all’anima, fa bene all’inverno che speriamo presto finisca, fa bene alla gola quando brucia e perde la voce…

Confettura di mele, miele e rosmarino

A guardare la foto delle mele della Fausta circondate dal rosmarino pare quasi un’ambientazione natalizia ormai davvero fuori tempo massimo, o forse troppo in anticipo. Ma il fatto è che le mele, soprattutto in Trentino, sono una di quelle cose che aiutano a snocciolare i giorni, uno dietro l’altro, da quando arrivano nuove nuove con il primo autunno fino alla nuova fioritura e oltre, molto oltre quei fiori bianchi che ammantano le valli.
Le mele si conservano come niente altro si conserva, sono versatili e modeste al punto da diventar quasi noiose (“mele? ancora mele?!”), metterle in barattolo, farne confettura o conserva è dunque un’operazione di secondo grado, un barattolo elevato al quadrato, conserva di conserva che ha pure il merito e la modestia (!) di veicolare bene altri aromi, altri profumi, in questo caso quelli del rosmarino.

grazie dei fior…

Post senza ricetta, solo e soltanto per dire grazie alla signora Maria che non solo è venuta ad aiutarci per un certo libretto che si termina in queste ore (assieme alle nostre energie…) ma ci ha portato in dono un barattolo di fiori speciali, carciofini messi via con le sue manine. E noi così buoni non ne avevamo mangiati mai.

i fichi sciroppati di Paola

Ce ne siamo resi conto fin quasi dalla prima ora: uno dei vantaggi collaterali (e per nulla secondari!) dei nostri 4 anni di blog è che gli amici hanno voglia di condividere con noi alcune delle loro ricette.
Così ci sono pacchi che salgono e pacchi che scendono, da nord a sud da sud a nord e questa volta, tra le varie cose che ci ha mandato Paola c’erano questi deliziosi fichi sciroppati.
Il fotografo ci ha inzuppato le mani, li ha adorati e ne avrebbe mangiati ancora e ancora e ancora, e allora visto che la stagione dei fichi è quasi alle porte cominciamo con il mettere nel barattolone del blog la ricetta di Paola.

chutney di cipolla al timo

Il giardino dopo l’improbabile nevicata romana è un campo di battaglia: abbiamo perso la cedrina, il dragoncello, il timo limone e il rabarbaro, mentre la melissa, la salvia e il levistico se la passano così e così. Chi sembra invece aver gradito la neve sono la maggiorana, i rosmarini, la pimpinella e gli altri timi, ma per non sapere né leggere né scrivere abbiamo tagliato i capelli un po’ a tutti, che in fondo in primavera è meglio arrivarci leggeri. Dallo scalpo che abbiamo fatto al timo è venuta fuori questa chutney, che a sua volta ha accompagnato il formaggio e ci ha fatto già pensare ai pranzi in giardino.

marmellata di merangole (lunga tre giorni)

Questa è una storia lunga. Comincia da un giardino di quasi campagna ancora dentro Roma, ed anzi no, a ben guardare, comincia un po’ più in là, dal trasloco, quasi un secolo fa, di alcuni alberi di arance amare dal centro della città a quel giardino.
Lungo questi anni gli alberi di merangolo hanno fatto foglie, e fiori e frutti, buoni per molte cose, ma impossibili da mangiare a spicchi. La marmellata però, e pure sembra un certo liquorino, sono tra le cose più dense di profumo e di conforto che siano state inventate nella storia dell’umanità. Dunque quando alcuni sacchi di arance amare sono generosamente arrivate fino a Monteverde ci siamo dette certo, che ci vuole?, ne facciamo marmellata, a chili, magari pure a tonnellate.

Sì, ma la ricetta?

zucca in barattolo

Andare, venire, tornare. Così sali sul treno, scendi dal treno, abbracci valigie, borsette e sportine sempre a trasportare cose, ingombri e pure pensieri. Se poi ci si mette la neve, il freddo siberiano, il vento dei Carpazi ti avvolgi l’armadio addosso e tra sciarpe di lana e calzettoni polari nel viaggio avanza fuori il naso appena.
Ma partire vuol dire infine anche arrivare: trovare un barattolo che conserva, proprio lì, dietro la porta. E dentro che c’è? Le manine di Marie che ci hanno lavorato a Roma immaginadosi di stare in montagna, il calduccio della cucina in inverno, preparare, mettere via, conservare per la stagione che dovrà pure finire.

cioccò-noisette

La notte di Santa Lucia era da bambina una notte di buio e di attesa, il sale alla finestra per l’asinello e l’acqua che immancabilmente ghacciava, ma sul tavolo, al mattino, arachidi e mandarini a splendere come soli nel cuore dell’inverno. Piccoli regali, ma soprattutto cose speciali da mangiare per la tasca del grembiule, per una piccola merenda, per scaldare l’inverno che lungheggia. E dietro tutto l’amore.

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