Le ricette non viaggiano da sole, nemmeno al fondo quando se ne stanno in buon ordine su un libro di cucina, o sgarrupate su un vecchio quadreno di cucina, le ricette viaggiano sempre accompagnate, tenute per mano. Quelle di Benedetta mi sono arrivate per mano di Lucilla.

é andata così e se non ho mai conosciuto Benedetta, se non ho mai chiacchierato con lei al bordo di un tavolo infarinato  ho conosciuto le sue dolcezze.

L’abitudine saggia di impastare per il piacere delle proprie mani, quella felicità del tutto particolare che emana da una credenza mai vuota.

Questi “scrocconi” sono tra le sue ricette quelli che faccio più spesso, perché sono facili, totalmente regressivi e capaci di resistere ere geologiche ben chiusi in barattolo.

Sono di quelle cose da fare per principio, per avere sempre qualcosa nella dispensa perché la settimana è lunga e non puoi sapere cosa capiterà, perché risolvono un capriccio grande o piccolo che sia e si infilano in cartella che nemmeno te ne accorgi.

Grazi Benedetta, grazie Lucilla.

La ricetta:

200 g zucchero
160 g farina
100 g mandorle (anche non sbucciate)
2 uova intere

Montare le uova con lo zucchero, aggiungere la farina e le mandorle (pestate grossolanamente).
Versare in una teglia, con carta da forno, in modo che abbia uno spessore di circa 2/3 cm.
Cuocere a forno medio (180°) per circa 25/30 minuti.  Una volta sfornati tagliare a cubotti.

2 Comments

  1. E grazie Maria Teresa. In questi passaggi di mani e di storie me li hai fatti ricordare, lì rifarò presto!

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