Tag

regionale

Browsing

struffoli della signora Anna

La signora Anna è la mamma del nostro amico Aldo e i suoi dolci sono mitologia, ma mitologia vera, assoluta, e per fortuna nostra pure concreta. 
Da quando conosciamo Aldo i dolci della signora Anna confezionati in salde tortiere di alluminio hanno viaggiato in su e in giù lungo la penisola, pure loro in treno, al seguito dell’architetto napoletano in trasferta. Hanno allietato capodanni e feste comandate, ma anche pranzi di “non compleanno”, cene “qualsiasi”, pure qualche pic nique, e ogni volta assaggiando la pastiera (di cui occorrerà assolutamente riparlare), il babà, il sanguinaccio, la pizza di crema, la torta di tagliolini capiamo di nuovo perché suo figlio sia tanto goloso e così poco incline a lasciare le gioie della cucina di mammà.
Per gli struffoli poi la cosa non si gioca soltanto sul piano del sapore, ma pure sull’estetica: tanto che qualcuno ha provato ad indossarli… ne è venuta fuori una maschera Dadà che farebbe pandant con il campargello futurista…

Pimientos de Padrón

Capita che nella vita certe lezioni sia necessario ripassarle ed è stato così che un certo architetto, spesso citato in queste pagine, si è trovato quasi ai confini del vecchio mondo (e certamente fuori dal proprio mondo partenopeo) a ripassare una certa lezione, di cucina naturalmente… si trattava in quel primo corso di friggitelli, mentre nel cuore della Galizia proprio vicino alla cittadina da cui prendono il nome si è trattato di Padron, intesi come pimientos, ovvero peperoncini verdi, piccoli, graziosissimi, famosissimi in tutta la Spagna. 

Tetilla (tettina) gallega (galiziana)

Ci sono scoperte che valgono viaggi, oltre che viaggi che portano scoperte… e qui non sapendo bene da dove cominciare verrebbe da dire che tanto vale partire dall’origine, ma dall’origine proprio, dal primo fra i primissimi alimenti, ovvero il latte… non un latte qualasiasi, ma proprio quello: il latte della mamma!  

è cosi che folgorati dalla visione in un mercato di Barcellona di un formaggio bellissimo, bianco bianco, con una forma tenera e dolcissima, ci siamo messi in viaggio: dalla Catalunya alla Galizia, 1200 chilometri, il deserto della Meseta nel mezzo alla ricerca della Tetilla!

Sì certo, non è che tutto il viaggio si tenesse epicamente in quest’unico “gral”, c’erano un sacco di altre ragioni valide e nobili: il pulpo alla gallega, i pimientos de Padron, mariscos e altro ancora, ma soprattutto era lei, la Tetilla.
L’abbiamo trovata, l’abbiamo mangiata e l’abbiamo riportata. Ne valeva la pena perché è un formaggio che sa di latte come pochi, semplice ma in nulla banale sia che lo si colga fresco, un po’ più stagionato o addirittura affumicato.

Pin It