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Labneh montato

Era nella cena del mio complenno due sere fa, e in generale non manca praticamente mai quando a tavola siamo più di quattro.

Si fa da solo, con soltanto un poco di premeditazione, quella sufficiente a ricordarti di mettere lo yogurt a scolare la notte prima.

Ed io così ho fatto sempre. Praticamente ogni estate da quando vidi un amico palestinese del mio amore di allora metterlo a scolare nella federa di un cuscino, appesa nella vasca da bagno di un appartamento sotto ai tetti a Venezia. Cose romantiche e un poco bohémien.

Con il tempo abbiamo affinato le tecniche, usato una garza di cotone (al posto della federa) e un colino. Ma il concetto è rimasto lo stesso, fino a quando Marie ha scoperto una versione infinitamente soffice e setosa in un ristorante libanese a Parigi e da allora lo facciamo montato.

La ricetta

1 kg di yogurt greco
1 cucchiaino di sale
2 cucchiaini di za’taar (idealmente, se non lo avete la spezia che preferite)
1/2 bicchiere di olio extravergine di oliva

La sera prima mescolate lo yogurt con il sale, foderate un colino a maglie fini con una garza di cotone e versateci dentro lo yogurt. Annodate la garza per formare un pacchettino e conservate tutto in frigorifero appoggiando il colino su di una ciotola in modo che possa scolare l’acqua. Il giorno dopo si sarà formato il labneh. Toglietelo dalla garza e raccoglietelo in una ciotola con le fruste o con la planetaria cominciate a montarlo a velocità media incorporando l’olio a filo, come fosse una maionese. Condite con le spezie che preferite, sapendo che l’ideale è lo za’taar (una miscela di spezie profumatissima che incude origano, timo e altre cose preziose).

smoothie o lassi di fichi e coriandolo

Ebbene siamo rientrati. Non è un incipit originale, ma il fatto è che la rentrée pesa così bene sul mese che tra i panni da lavare, il frigorifero da ripulire, la posta fisica e quella virtuale non rimane grande margine per trovare altre parole. Dunque pazientiamo, concentrati sulla fine e sull’inzio, un po’ come a capodanno. Ed in effetti, per chi come noi non si è mai ben ripreso dalla sindrome del primo giorno di scuola, l’anno nuovo continua ad inziare inesorabilmente a settembre. Domani andiamo a comprare la cartella nuova, quaderni quadrettati e matite appuntite.
Oggi mettiamo insieme il pranzo con la cena, centellinando i pomodorini portati (via aereo!!) dalla campagna siciliana e intrugliando un po’ alchemicamente questa cremina in modalità zuppa fredda che si può pure definire lassi o pure smoothie. Serve poco o quasi niente: yogurt greco, fichi verdi, coriandolo fresco in abbondanza e un pezzetto di feta, del resto si sa al rientro meglio conservare le energie…

canarià (crema turca di carote e yogurt)

La ricetta è turca, facile e soprattutto fresca. Si potrebbe intendere come una sorta di tzatzichi, con le carote al posto dei cetrioli e con meno (molto meno…) aglio. A differenza del cugino greco questa cremina richiede un passaggio rapido dalla padella, giusto per far ammorbidire le carote, ma ugualmente va mangiata fredda spalmata sul pane (l’ideale sarebbe tipo pita), oppure con verdurine fresche come un pinzimonio.
In questa versione agli ingredienti della ricetta tradizionale è stato aggiunto lo zenzero per dargli un po’ più di verve, ma la cosa è facoltativa e allo zenzero si possono sostituire molte altre possibili variabili, ad esempio il cumino. Non resta che provare…

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